Philip Roth

Inventarmi biografie false, storie false, architettare un’esistenza semi-immaginaria a partire dal dramma reale della mia vita è la mia vita. Deve esserci una qualche forma di piacere in questo lavoro, ed è proprio questa. Andarsene in giro con un travestimento, agire come un personaggio, spacciarsi per qualcun altro.
Fare finta.
— Philip Roth

Philip Roth essentials

 

 

Goodbye, Columbus (Einaudi) – I racconti del giovane Roth, un debutto forte a fine anni Cinquanta, con già molti dei temi che sarebbero poi diventati classici nel corso degli anni e dei libri. Brillanti, taglienti, nuovi.

Il lamento di Portnoy (Einaudi) – La pietra dello “scandalo”, il romanzo che nel 1969 fece esplodere il mito (in positivo quanto in negativo) di Philip Roth scrittore sfrenato. Un monologo rocambolesco sul sesso, ma anche uno straordinario libro sugli affetti famigliari.

Lo scrittore fantasma (Einaudi) – Il primo grande romanzo della maturità di Roth e del suo alter ego Nathan Zuckerman. Un’incursione nella vita di un anziano scrittore accanto a cui vive niente meno che la giovane Anne Frank, scampata al nazismo. Primo ed elegante esperimento pirotecnico di Roth.

La controvita (Einaudi) – Cosa succede quando uno scrittore già grandissimo esplode un’altra volta: la più grande stagione creativa di Roth parte da qui, nel 1986. Tre romanzi in uno, tre verità diverse, una lezione pazzesca di letteratura ai suoi limiti.

Patrimonio (Einaudi) – Il Roth che forse il pubblico non si aspettava, in realtà quello – forse – più vicino alla “verità”. Un memoir indimenticabile dedicato al padre Herman. La lettera che Kafka avrebbe voluto scrivere, ma non ha potuto. Uno dei capolavori segreti di Roth.

Il Teatro di Sabbath (Einaudi) – La pietra miliare di tutta una carriera letteraria, l’oggetto gigantesco e solitario che segna un punto di non ritorno, il trionfo più difficile e pazzesco di uno scrittore capace di affrontare qualunque cosa. Nella storia del satiro burattinaio 64enne passa il senso di una lezione letteraria che è più grande della vita stessa. Shakespeare oggi.

Il fantasma esce di scena (Einaudi) -  Un non congedo, che è una forma di congedo. L’ultimo grande romanzo nel quale l’uscita di scena avviene senza uscire di scena. La letteratura come vita, tutta intera, senza mediazioni. Addio alle armi, ma le armi sono il modo per dire addio.

Qui nell'archivio di Festivaletteratura invece, se l'ascolto è la vostra passione, trovate la registrazione dell'incontro in cui lo scrittore Alessandro Piperno parla di Philip Roth, nel settembre 2017.